25/01/07

I Pirati di Sealand ed il Regno del P2P

Articolo pubblicato su Zone-H.it
Un altro progetto anticonformista in puro “Stile Pirata” è stato recentemente presentato dalla crew di Piratebay.org, popolare sito dedicato al tracking dei file di BitTorrent.

L'organizzazione ha espresso l'intenzione di comprare Sealand, un' ex piattaforma navale britannica situata a circa 10 Km al largo della costa di Suffolk (Inghilterra), definita come una “micronazione” fuori dalla giurisdizione del Regno Unito e di qualsiasi altro paese.

Sealand è in realtà considerata come un principato, uno stato indipendente che lo scorso anno ha rischiato di sparire a causa di un incendio. Adesso l'erede del principe autoproclamato, Michael Bates, ha deciso di mettere in vendita il regno ed i “Pirati” hanno considerato questa occasione come un'opportunità per creare il primo paese dove il file sharing sarebbe completamente legale ed il P2P non avrebbe nessuna restrizione.


Gli “internauti” si sono già messi in azione per ottenere delle forme di cittadinanza. In realtà un donazione potrebbe essere sufficiente, infatti Piratebay spera di ottenere i soldi per comprare l'isola attraverso una “Campagna di Donazione” che dovrebbe coinvolgere migliaia di utenti di PirateBay. Qualsiasi contributore otterrebbe così la cittadinanza.

La raccolta dei fondi non sarà ne facile ne veloce, visto che il principe Michael Bates, figlio del fondatore di Sealand, ha chiesto 504 milioni di sterline per il suo regno, ma il portavoce di PirateBay ha dichiarato che essi stanno ancora negoziando il prezzo.

Ad ogni modo non preoccupatevi: secondo il blog ufficiale nel caso PirateBay non raggiungesse la somma richiesta, la crew di Pirati si metterà alla ricerca di un'altra isola da acquistare e dove poter creare il proprio “mondo dei sogni”, che “diventerebbe il più grande posto per tutti, con accessi Internet ad alta velocità e senza leggi sul copyright”.

La creazione di un paese indipendente in cui creare la sede della PirateBay sarebbe indubbiamente una soluzione per evitare problemi e conflitti con l'industria cinematografica/musicale/informatica, come quelli accaduti lo scorso Giugno, quando il sito web fu bloccato dalla polizia per la violazione delle leggi sul copyright e ripristinato dopo circa un mese.

PirateBay è inoltre la bandiera di un movimento nazionale di file-sharing che sta generando un dibattito nazionale intenso, da cui è nato persino un partito politico pro-filesharing chiamato Pirate Party.

PirateBay non è la prima organizzazione che ha provato a creare una nazione indipendente per la libertà della rete e del P2P. Infatti nel 2001 c'era stato un tentativo di salvare il “vecchio caro” Napster spostandolo in Sealand.

Il tentativo fallì, ma l'idea è stata mantenuta e sviluppata per un uso futuro. Adesso il futuro è arrivato, e non vediamo l'ora di sapere se il regno del P2P diventerà legale.

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