16/05/12

Italia e pirateria secondo BSA.

Secondo la BSA, in Italia il 48% (nel 2011 un calo 1% rispetto al 2010 ) de software è pirata.

Purtroppo questo accade non solo tra gli home user, ma anche nelle aziende, le quali acquistano licenze inferiori

rispetto alle macchine che lo installeranno.

nell’Europa Occidentale, questo dato, è secondo solo a quello della Grecia (61%), e pari a quello di Cipro e Islanda.

Il dato italiano del 48% acquista poi maggior significato se raffrontato con la media relativa all’Unione Europea che

dallo scorso anno è calata dal 35 al 33%.

“Se il 48% dei consumatori taccheggiasse i prodotti sugli scaffali dei negozi, questo sicuramente indurrebbe le Istituzioni ad intensificare la sorveglianza da parte delle forze dell’ordine e ad appesantire le pene per i trasgressori della legge”, commenta Matteo Mille, Presidente di BSA Italia. “Invece il nostro Paese si trova ancor oggi privo di una salda normativa per la tutela della proprietà intellettuale in rete, laddove altre nazioni europee stanno già traendo positivi risultati da innovazioni regolamentari che noi da tempo chiediamo alle Istituzioni, insieme alle altre associazioni di categoria dei titolari di diritti d’autore”.

Ma io dico che basterebbe dedicarsi ed investire di più sull’OpenSource, soprattutto gli home users si ridurrebbe la pirateria e gli interventi tecnici.

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